Riceviamo e pubblichiamo da www.fidest.net 26 sett 2008
Malati psichici, fatti di cronaca e lassismo istituzionale.
Due lettere ci sono pervenute in queste ore e che fanno da sfondo a un fatto di cronaca.
Ci riferiamo all'episodio in cui un poliziotto è stato aggredito e ucciso a Genova da un folle durante un intervento per una richiesta d'aiuto.
Nel primo messaggio l'amaro commento è del Segretario Provinciale del Coisp cagliaritano Giuseppe Pilichi - "C'è poco d'aggiungere tranne che descrivere le modalità della morte violenta di un'altro servitore dello Stato."
E l'altra del dott. Franco Previti Presidente dei "Cristiani per servire" che è in prima linea nel denunciare la noncuranza delle istituzioni sulla delicata materia dei malati psichici. Si riferisce, nello specifico, al silenzio di una drammatica situazione in cui "vivono" le famiglie ed i malati che da ben 30 anni da quando hanno chiuso gli ospedali psichiatrici, attendono soluzioni per questa "patata bollente" costituita dalla riorganizzazione socio-legislativa del problema malattia mentale che tanto danno apporta alla società.
Perché, si chiede il dott. Previti e noi con lui, non si fa nulla pur giacendo in Parlamento diverse proposte di legge attinenti la materia e volti a regolamentarla? Sta di fatto che - osserva Previti - la dimensione del "fenomeno" del disagio psichico nel suo sviluppo pare allargarsi in maniera tale che necessita consistenti ed urgenti "interventi legislativi", per dare risposte a quelle necessità dei congiunti e della società, i quali sono costretti a far fronte quotidianamente a "fatti" che logorano, in una silenziosa sofferenza, le loro resistenze psico-.fisiche.
E ci precisa: "Quella legge di riordino dell'assistenza psichiatrica non esiste ( il Testo concordato Burani-Procaccini è sparito letteralmente dall'agenda parlamentare dall'aprile 2005) e non se ne parla più) e vanno rivedute le norme per una proposizione che renda ragione e giustizia, perché fin'oggi questa "problematica" ha compiuto un cammino tra silenzi, demagogie e conflittualità e non vogliamo credere, anche, verso il "business del malato di mente".
Se la situazione non degenera a livello di ingovernabilità della situazione lo si deve, in parte, alla presenza sul campo di Opere valide di Istituzioni Cristiane, quali i centri di accoglienza ed assistenza, tipo Opera don Orione, don Guanella Caritas diocesane e parrocchiali".
Ma il volontariato per quanto lodevole non può certo sostituirsi ai compiti istituzionali dello Stato. Assistiamo a rievocazioni di episodi o personaggi dove insiste eticamente la "incapacità di intendere e volere" od "altro", considerazioni sulle quali dovrebbe calare il sipario del silenzio alla luce dei fatti ricorrenti che lasciano nell'intimo dell'opinione pubblica molte perplessità, dubbi e sconcerto".
E' un monito che rivolgiamo a coloro che oggi sotto le luci medianiche si "stracciano le vesti" per esprimere la loro costernazione per questo ennesimo atto di violenza omicida per malati che sono lasciati a se stessi e che andrebbero seguiti e curati opportunamente. Basterebbe che il Parlamento e le istituzioni riprendessero quel cammino legislativo e normativo già imboccato e inspiegabilmente abbandonato nel corso d'opera.
Avremmo, probabilmente, qualche morto in meno e qualche famiglia oggi privata negli affetti più cari e tanta rabbia in chi assiste impotente a un inspiegabile lassismo istituzionale.














