Rotondi: pausa per il pranzo un rito che blocca tutta l'Italia..
LAVORO: ROTONDI, PAUSA PRANZO RITO CHE BLOCCA L'ITALIA
LAVORO: ROTONDI, PAUSA PRANZO RITO CHE BLOCCA L'ITALIA (AGI) - Roma, 20 nov 2009. - "La pausa pranzo e' un danno per il lavoro, ma anche per l'armonia della giornata. Non mi e' mai piaciuta questa ritualita' che blocca tutta l'Italia". Ne e' convinto Gianfranco Rotondi, ministro per l'Attuazione del programma di governo aKlausCondicio, e aggiunge: "Non possiamo imporre ai lavoratori quando mangiare, ma ho scoperto che le ore piu' produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare. Chiunque svolga un'attivita' in modo autonomo, abolirebbe la pausa pranzo. Casomai sarebbe meglio distribuirla in modo diverso, come avviene negli altri Paesi". "In Germania, ad esempio, per incentivare la produttivita' - nota Rotondi - la pausa pranzo in alcuni posti di lavoro dura mezz'ora, mentre si estende a 45 minuti per chi lavora oltre le 9 ore. Tuttavia, secondo un recente sondaggio, un quarto dei tedeschi trascorre la propria pausa pranzo lavorando. Anche in Inghilterra molti dipendenti vi rinunciano o la riducono, sia nei minuti che nel numero di pause nel corso dell'intera settimana. Negli ultimi due anni, infatti, si e' scesi da una media di 3,5 pause a settimana del 2006 a 3,3 nel 2008. Addirittura meno di 3 per le donne. In Francia lo statuto dei lavoratori riconosce 20 minuti ogni 6 ore, mentre in America la pausa pranzo non e' proprio prevista dalla legge federale ed e' regolamentata autonomamente dai singoli Stati, mentre in Canada e Svezia si pranza davanti alla scrivania". (AGI)
Rotondi: Chiudiamo la buvette e aboliamo la pausa pranzo
Rotondi: Chiudiamo la buvette e aboliamo la pausa pranzo Roma, 23 NOV 2009 (Velino) - "Chiudiamo la buvette. Costa troppo e fa ingrassare i parlamentari". E' la proposta del ministro per l'Attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi, intervistato da Klaus Davi per il programma tv web "KlausCondicio". "Sarebbe interessante capire perche' la buvette gravi in modo cosi' pesante sul bilancio della Camera. Si parla di 5 milioni di euro. Demagogia a parte, penso che non sia economico e che se ne potrebbe fare a meno. I parlamentari mangiano troppo, ingrassano e questo non e' sano. Non e' una questione brunettiana - precisa il ministro-, ma di condizione fisica, visto che ne guadagnerebbero in salute". Dichiarandosi in linea con la politica berlusconiana del risparmio, Rotondi ammette di non essere mai salito su un aereo di Stato e di usare pochissimo l'auto di servizio, "sono parsimonioso col denaro pubblico e faccio attenzione anche alle spese minute. Come il presidente del Consiglio, vado in giro persino a spegnere le luci negli uffici. Sono assolutamente in linea con le idee degli italiani sul risparmio del denaro pubblico". Alle domande di Davi relative al poco lavoro dei parlamentari, il ministro per l'Attuazione del programma di Governo ha dichiarato: "non e' vero che i parlamentari non lavorino. Anzi, lavorano tantissimo. Svolgono un'attivita' un po' particolare che non comprende solo il voto in aula, ma tanti altri compiti come relazioni politiche e rapporti col territorio. Si tratta di un mestiere disordinato - spiega Rotondi - e impegnativo, che qualche volta comporta anche frustrazione, perche' non si riesce sempre a fare tutto quello che ci si propone. I tempi della politica sono lunghi. Quando si arriva in aula, si pensa di cambiare l'Italia, ma, dopo tre mesi di votazioni e di insulti ricevuti dagli elettori, si comincia un po' a disaffezionarsi", spiega il Ministro. I parlamentari non sono dei privilegiati: questo e' un luogo comune che ha fatto molto male alla politica e alle istituzioni". (segue)
Rotondi: Chiudiamo la buvette e aboliamo la pausa pranzo (2) Roma, 23 NOV (Velino) - "Siamo sicuri che la sinistra voglia i Di.Do.Re, la legge sulle unioni civili?". Se lo domanda Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del programma di governo, intervistato da Klaus Davi, conduttore del programma tv "KlausCondicio". "La legge sulle unioni civili e' in attesa che un partito chieda la sua calendarizzazione - precisa il ministro -. Ma nessuno a oggi lo ha fatto, nemmeno la Sinistra perche' l'opposizione e' troppo blanda. I Di.Do.Re sono una legge cattolica che agisce nel recinto dei riti individuali. Per un cattolico, la famiglia e' solo quella tradizionale, quindi e' normale che la nostra legge, essendo firmata da parlamentari cattolici, fosse volta a individuare risposte concrete ai bisogni dei conviventi, senza stravolgere la definizione tradizionale della famiglia. La Sinistra - aggiunge -, sostenendo che 'e' troppo poco', mi fa sorridere perche', rigettando anche quel poco, preferisce non lasciare niente alle tante persone che vivono in questa condizione". Il ministro Rotondi ha concluso il suo intervento dichiarandosi contrario alla pausa pranzo, "un danno per il lavoro, ma anche per l'armonia della giornata". Reputando le ore piu' produttive quelle in cui ci si accinge a pranzare, Rotondi ritiene necessario distribuire il periodo di pausa in modo diverso "come avviene negli altri Paesi - dice analizzando i dati di una ricerca internazionale sul tema esposta da Klaus Davi, da cui emerge che l'Italia rappresenta un caso isolato -. In Germania, ad esempio, per incentivare la produttivita' la pausa pranzo in alcuni posti di lavoro dura mezz'ora, mentre si estende a 45 minuti per chi lavora oltre le 9 ore. Tuttavia, secondo un recente sondaggio, un quarto dei tedeschi trascorre la propria pausa pranzo lavorando. Anche in Inghilterra molti dipendenti vi rinunciano o la riducono. Negli ultimi due anni, infatti, si e' scesi da una media di 3,5 pause a settimana del 2006 a 3,3 nel 2008. In Francia lo statuto dei lavoratori riconosce 20 minuti ogni 6 ore, mentre in America la pausa pranzo non e' proprio prevista dalla legge federale ed e' regolamentata autonomamente dai singoli Stati, mentre in Canada e Svezia si pranza davanti alla scrivania".














