Battisti convinto di rimanere in Brasile interrompe digiuno..
BATTISTI: RIMARRO'IN BRASILE; ASCOLTO LULA, STOP DIGIUNO/ANSA
BATTISTI: RIMARRO' IN BRASILE; ASCOLTO LULA, STOP DIGIUNO/ANSA INTERESSO SOLO A ALCUNI MINISTRI FASCISTI, NON A BERLUSCONI (ANSA) - BRASILIA, 24 NOV 2009 - Qualche ora dopo aver posto fine a dieci giorni di sciopero della fame, Cesare Battisti si mostra fiducioso di non essere estradato in Italia e di poter quindi ''rimanere in Brasile''. ''Francamente credo che Berlusconi non ha interesse in questa storia", ha detto all'ANSA l'ex militante dei Proletari armati per il comunismo, rispondendo ad una domanda sull'eventuale posizione dell'Italia nel caso di una sua mancata estradizione. ''Credo che rimarranno tranquilli, ma non alcuni ministri fascisti'', ha aggiunto Battisti, che qualche ora fa ha posto fine al suo digiuno, e che dopo il via libera alla sua estradizione da parte del Supremo Tribunal Federal e' ora nel carcere di Papuda, in attesa dell'ultima parola da parte del presidente Lula. Ad avergli chiesto di interrompere lo sciopero della fame era stato nei giorni scorsi proprio Lula, oltre ad alcuni sostenitori della causa dell'ex militante Pac, tra i quali il senatore brasiliano Eduardo Suplicy e la scrittrice francese Fred Vargas. ''Quando ho sentito in due occasioni in tv Lula chiedermi di sospendere lo sciopero, ho capito che era un messaggio positivo'', ha sottolineato. ''Per me sara' difficile attendere fino alla decisione finale'' da parte del presidente brasiliano, ''ma credo - ha aggiunto - che avro' pazienza''. ''Ora sono tornato a scrivere e voglio finire il mio terzo libro. Ho di nuovo voglia di vivere'', ha assicurato l'ex terrorista, che e' apparso piu' sorridente e di buon umore rispetto ad altri momenti della sua lunga vicenda giudiziaria in Brasile. Sul caso Battisti e' oggi d'altra parte tornato il ministro della giustizia, Tarso Genro, che a gennaio ha dato l'asilo politico all'ex terrorista. Genro, che proprio sul dossier Battisti nelle ultime settimane ha piu' volte attaccato il governo italiano, ora si e' chiamato fuori dalla vicenda, forse in modo definitivo. ''Il caso e' ora competenza di Lula, il quale non ha una scadenza per pronunciarsi al riguardo'', ha precisato Genro, riferendosi alla posizione che il presidente dovra' prendere (ancora non si sa quando), confermando l'estradizione (in sintonia cosi' con la sentenza del Supremo) oppure respingendola, lasciando cioe' che Battisti rimanga in Brasile. D'altro lato, la stampa locale ha oggi ricordato che prima di pronunciarsi, Lula esaminera' un rapporto nel quale il ministero della giustizia guidato da Genro chiede la permanenza di Battisti in Brasile. Tale possibilita' viene pero' esclusa dall' avvocato che rappresenta l'Italia, Nabor Bulhoes, il quale - ha precisato il Correio Braziliense - rileva che a pronunciarsi sull'estradizione e' stato il Supremo, ritenendo che quelli commessi da Battisti non sono delitti politici ma comuni. Il Correio non esclude che Bulhoes possa fare un nuovo intervento presso la Corte, presentando quello che da un punto di vista giuridico viene chiamato un ''embargo'': una richiesta, cioe', affinche' la stessa Alta Corte precisi i termine della sua sentenza sul caso Battisti. (ANSA)














