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Lettera a Papa Benedetto XVI su Don Gallo..

 

  

 

Roma, 2 giugno 2010

A Sua Santità

Il Sommo Pontefice Benedetto XVI

Città del Vaticano

 

Beatissimo Padre,

Ci rivolgiamo a Lei per rappresentare il disagio che posizioni estremiste violente più volte esternate da un certo Don Andrea Gallo di Genova ingenerano nei Servitori dello Stato riuniti nel Sindacato che rappresento nella Polizia di Stato.

L'Istituzione Polizia, ma ancor di più i suoi Appartenenti, sono spesso stati oggetto di attacchi diretti da parte di questo religioso, pronto a screditarne l'operato, la funzione e la dignità degli Appartenenti alle Forze dell'Ordine durante manifestazioni pubbliche, interviste od iniziative sempre segnate da una monocorde faziosità.

La notorietà che Don Gallo ha raggiunto schierandosi politicamente, certamente funzionale alla vendita di qualche libro scritto nel frattempo, è costellata da diverse apparizioni, tra le quali l'uscita su un palco a cantare una canzone dal titolo significativo "Genova brucia", riferita al vertice G8 del 2001 svoltosi nel capoluogo ligure. L'autore del pezzo musicale era stato già criticato da questo Sindacato di Polizia per avere usato parole di odio e aggressività contro le Forze dell'Ordine.

Don Gallo sale sul palco, canta ed aggiunge parole di altrettanto insensato ritorno ad una violenza che sembrano ispirarlo e guidare le sue azioni, più del Vangelo.

Ci rivolgiamo quindi a Lei, Santo Padre, per esprimere tutto il rammarico di chi vede l'abito talare ed i simboli della cristianità usati per elogiare la brutalità, rinfocolare la contrapposizione sociale, andando ben al di là della libertà di espressione che attiene ad ogni individuo.

Ai poliziotti si chiede molto. Garantire, anche a costo di sacrifici enormi, personali e familiari, la tranquillità delle comunità e dei cittadini. I poliziotti devono assistere alle violenze peggiori e sono spesso l'argine fisico alle barbarie più atroci compiute sui deboli e sugli indifesi.

Cerchiamo di non perdere la speranza e proseguiamo nel nostro lavoro, nonostante, rammarica dirlo, persone come Don Gallo e Don Vitaliano della Sala, che è già stato sospeso a divinis in passato per analoghi comportamenti.

Ci permettiamo di rivolgerci a Lei Santo Padre, chiedendoLe di allontanare Don Gallo dalla scena pubblica, nei modi più opportuni, fino a quando non smetterà di mistificare la propria opera per non violenta, mentre predica in modo diametralmente opposto.

Con ossequio

Il Segretario Generale del Coisp

Franco Maccari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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