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Querele ex Questore Introcaso, terminato positivamente calvario processi a carico Franco Maccari!

 

 

 

Comunicato Stampa del 19 ottobre 2011

TERMINATO POSITIVAMENTE IL CALVARIO DEI PROCESSI A CARICO DEL SEGRETARIO GENERALE DEL COISP FRANCO MACCARI PER LE QUERELE DELL'EX QUESTORE INTROCASO: UNA PIETRA MILIARE NEL PERCORSO DI AFFERMAZIONE DELLE LIBERTA' SINDACALI IN POLIZIA!

"La decisione del Tribunale di Taranto rappresenta una vittoria storica per tutto il sindacalismo di Polizia e sancisce l'inviolabilità dei diritti di espressione e di critica a tutela della categoria" - lo afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP, il Sindacato Indipendente di Polizia, in seguito alla decisione del Tribunale di Taranto, arrivata lunedì sera, che lo ha visto vincere nella battaglia legale condotta da ormai cinque anni contro il Questore Introcaso, che lo aveva denunciato per diffamazione. Nell'attività sindacale del Segretario Generale del Coisp, infatti, volta a chiedere ragione, anche con comunicati stampa, di alcuni comportamenti e fatti accaduti nella Questura di Taranto, Introcaso avrebbe rilevato elementi diffamatori nei suoi confronti.

"Il Tribunale ha stabilito in maniera inequivocabile che le mie denunce avevano soltanto il fine di tutelare i diritti dei colleghi, nell'esercizio del diritto di attività sindacale. Ciò non può in alcun modo costituire un reato", spiega Maccari, che è stato assolto ex art. 530 c. 1 cpp "perché il fatto non sussiste" da tre delle cinque ipotesi contestate e riunite in un unico procedimento, mentre per altre due ipotesi si è visto comminare un totale di mille euro di multa (avverso le quali già il ricorso in appello!). Quanto al risarcimento del danno, in favore della costituita parte civile, non è stata riconosciuta alcuna provvisionale, essendone stata integralmente demandata la liquidazione ad un eventuale, futuro giudizio civile.

"E' stato chiaro fin dall'inizio che in discussione non fossero soltanto ipotesi diffamatorie - spiega Maccari -. Sul piatto della bilancia c'erano infatti da un lato la tutela delle libertà sindacali, dall'altro la difesa ostinata di una sorta di intoccabilità delle gerarchie, dell'idea che anche la più legittima critica possa costituire una sorta di lesa maestà. La battaglia, quindi, è stata ben più importante rispetto ad un semplice processo per diffamazione, e ciò è dimostrato dallo svolgimento del dibattimento, che ha visto sempre un'insolita presenza in udienza del pm togato, un intervento costante della parte civile, persino una grande partecipazione di pubblico. Alla fine abbiamo avuto ragione, e la sentenza segna una pietra miliare nel percorso di piena affermazione delle libertà sindacali in Polizia".

"Si è trattato di un processo difficile - continua Maccari - per il quale è stato necessario fare appello a tutta la nostra determinazione, alla convinzione di essere dalla parte del giusto, ed anche alla caparbietà e capacità dell'avvocato Giuseppe Salvatore Cutellè, che ha sposato la causa ben oltre i doveri del professionista, e per questo lo ringrazio. Abbiamo avuto spesso la sensazione di lottare contro un sistema che cercava ad ogni costo di auto-tutelarsi: abbiamo infatti contestato, in maniera rispettosa ma convinta, il metodo d'indagine di una Procura eccezionalmente solerte, che ha portato in giudizio in tempi celerissimi le querele del Questore, sposandone in pieno le tesi, senza mai sentire l'accusato e senza esperire alcuna attività di indagine rispetto alla fondatezza delle accuse, ed arrivando persino all'emissione di decreti di sequestro preventivo d'urgenza con i quali è stato oscurato il sito internet del COISP, su cui erano stati pubblicati i comunicati stampa e le lettere incriminate. Un operato che abbiamo ritenuto grave e allarmante, per la sua singolarità, e perché sintomatico della considerazione in cui viene tenuta, anche da organismi dello Stato, la travagliata conquista di quella libertà sindacale (il cui trentennale è appena decorso) riconosciuta con la Legge 1° aprile 1981 n° 121, con la quale, all'insegna della democrazia, si è reso possibile anche nell'ambito della Polizia di Stato, garantire i basilari principi di dignità e libertà, nonché la tutela dei diritti della categoria".

"Entrando nel merito della vicenda processuale - spiega Maccari - è stato finalmente chiarito che almeno tre delle denunce del Questore Introcaso si sono rivelate pretestuose e prive di fondamento, perché le mie affermazioni contenute nei comunicati stampa incriminati sono tutt'altro che gratuite, e non hanno affatto leso né la professionalità del predetto Questore (oggi in pensione), né, a maggior ragione, la sua reputazione, onorabilità e dignità personale.

In realtà, unico mio intento, sempre nella mia qualità di Segretario Generale del COISP, è stato quello di riportare quanto all'epoca insorto tra la Segreteria Provinciale COISP di Taranto ed i suoi iscritti ed il Capo della Questura, entro canoni contrattuali corretti e rispettosi della vigente legislazione, adoperandomi in tal senso, nell'impossibilità di ovviare altrimenti, con l'ufficio relazioni sindacali del Ministero. La vicenda si inquadra, chiaramente, nell'ambito del diritto di critica sindacale. Le mie argomentazioni, così come le modalità espressive, non erano altrimenti rivolte se non all'operato istituzionale del Questore, essendomi rivolto, nella mia qualità di Segretario Generale del Sindacato, sia all'ufficio relazioni sindacali che agli altri organismi, certamente non nell'ambito di una diatriba personale con il Questore (che neppure conoscevo di persona), bensì per stigmatizzare, seppur con toni accesi, ma conferenti, le iniziative disciplinari, il diniego di prerogative sindacali, e così intervenendo a tutela della categoria quale massimo rappresentante.

Le critiche, mai avulse dal contesto sindacale di riferimento, non hanno mai avuto di mira la persona del Questore in quanto tale, bensì soltanto l'operato di quest'ultimo, con riferimento ad atteggiamenti persecutori messi in atto nell'esercizio delle sue funzioni e quindi alla violazione di norme sindacali, contrattuali e normative".

Ufficio Stampa Co.I.S.P. Nazionale - Responsabile Nazionale: Olga Iembo - Responsabile Politico: Giuseppe Brugnano

Collaboratori: Antonio Capria, Giulia Zampina, Piero Affatigato, Luigi De Prizio, Giuseppe Campisi

 

 

 

 

 

 

 

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