Coisp L’Aquila su indagati ricostruzione Questura, si faccia subito chiarezza!!!
Coisp L'Aquila su indagati ricostruzione Questura..
COISP: Su indagati per la ricostruzione della Questura - SI FACCIA SUBITO CHIAREZZA
Dopo alcuni giorni di "sospetti" e chiacchiericci oggi si è avuta la conferma che vi erano in corso indagini di Polizia Giudiziaria sui lavori di ristrutturazione della sede della "Questura" aquilana.
La Procura della Repubblica ha emesso 9 avvisi di garanzia a carico di tecnici del Provveditorato alle OO.PP. nonche della dittà che aveva iniziato i lavori di ristrutturazione e che aveva fatto lievitare i costi, di cui all'indagine (condotta dalla Guardia di Finanza) di cui si parla. Il COISP dell'Aquila a seguito delle richieste di alcuni organi di stampa ha emesso il seguente comunicato:
Le indagini, a qualsiasi livello, sui lavori della ricostruzione sono le benvenute, certo sapere che tocca anche sedi Istituzionali come la "Questura" fa un certo effetto.
Ad ogni modo gli avvisi di garanzia non significano "essere colpevoli" anzi è un modo previsto dal nostro ordinamento per mettere a conoscenza gli interessati delle "indagini in corso.
Il COISP - Sindacato Indipendente di Polizia - premesso che nessuno è colpevole sino alla condanna in "Cassazione" chiede agli organi competenti di fare subito chiarezza su un edificio "strategico" per la città, oltre ad avere garanzie che la sede della "Questura" sia riconsegnata nei tempi previsti affinché finalmente i poliziotti che soffrono nei "container" e nei sottoscala della Carispaq, abbiano un ambiente di lavoro idoneo, ed i cittadini usufruiscano dei servizi in ambienti accoglienti.
giovedì 28 luglio 2011
Orenove/10. Aquila, appalto scandalo: da 3 a 18 mln euro.
Assolutamente da non perdere. Roma, 29 LUG (AGV NEWS) - "L'idea era buona: riunire finalmente in un unico palazzo tutti gli uffici della questura aquilana. La disponibilita' finanziaria - sia pure fornita dal terremoto del 6 aprile di due anni fa - c'era. Ma la storia della ristrutturazione della questura dell'Aquila - scrive LA STAMPA - e' finita nel calderone delle storie post-terremoto sulle quali, dall'Irpinia di trent'anni fa, si addensano sospetti di imbrogli che sfociano poi in inchieste giudiziarie. Quella aperta dalla Procura aquilana sui lavori del palazzo di via Strinella si e' chiusa - per il momento - con nove avvisi di garanzia. Il motivo? L'appalto per la ristrutturazione della questura e' lievitato da tre a diciotto milioni di euro. Sei volte tanto, cosi' l'appalto e' stato revocato e riaffidato ad un consorzio di imprese che dovrebbe concludere i lavori entro il 15 settembre dell'anno prossimo. Cosi' chiedeva Donato Carlea, provveditore alle Opere Pubbliche di Lazio-Abruzzo-Sardegna durante il brindisi con le imprese ed i sindacati quando in un clima di festa e di speranza fu affidato il cantiere all'associazione temporanea d'imprese Nidaco-Califel incaricata dell'esecuzione dei lavori. Quella giornata festosa fu scandita oltre che dalle parole del provveditore Carlea anche dalle rassicurazioni del titolare della Nidaco, Vincenzo Cotugno, e dall'auspicio che tutto procedesse per il meglio, formulato dal questore Stefano Cecere. C'erano anche i sindacalisti della polizia Fabio Lauri (Siulp), Sabatino Romano (Sap), Giancarlo Coletta (Silp-Cgil) e Santo Li calzi (Coisp). La loro voce si uni' convinta alla speranza che finalmente la questura aquilana potesse essere ristrutturata e ospitare cosi' tutti gli uffici in una sede finalmente degna. Il garante di questo obiettivo e dei suoi tempi - chiesero apertamente i sindacalisti - sarebbe dovuto essere proprio il provveditore Carlea. Ora la ristrutturazione della questura aquilana diventa un caso giudiziario. La lievitazione dei costi sarebbe avvenuta per un motivo preciso: durante i lavori di scavo compiuti per avviare l'opera, le imprese si sarebbero rese conto che la 'situazione era molto piu' grave di quanto preventivato'. E cosi' l'appalto da tre milioni di euro e' diventato un affare da 18 milioni. Troppo alta la crescita della cifra per non destare la curiosita' degli inquirenti. Sulla questura dell'Aquila ha acceso i suoi riflettori la Guardia di Finanza che ha indagato sulla gravita' di quelle lesioni tali da portare a sei volte tanto il costo dell'appalto. Nel registro degli indagati sono finiti Giuliano Genitti, responsabile del procedimento, Lorenzo De Feo, direttore dei lavori, Carlo Clementi, rappresentante del Provveditorato che ha sottoscritto l'affidamento all'impresa Inteco Spa, tutti residenti all'Aquila. Poi, come componenti del comitato tecnico amministrativo, organismo che si e' espresso sulla validita' del percorso: l'ex provveditore Giovanni Guglielmi, Maria Lucia Conti, Massimo Lombardi, Roberto Tartaro, Eugenio Cimino, tutti di Roma e Sabino Di Bartolomeo di Bari. I lavori per ristrutturare la casa della polizia all'Aquila erano stati affidati direttamente alla Inteco spa per via dell'urgenza con la quale sarebbero dovuti essere eseguiti. Nella vicenda e' entrata la Corte dei Conti che ha sollevato obiezioni su quella scelta. Terzo atto, l'arrivo del nuovo provveditore, Donato Carlea, che ha ritirato l'appalto assegnato direttamente alla Inteco Spa per indire una nuova gara, vinta poi dall'Ati Nidaco-Califel al prezzo di 5 milioni di euro. Un ginepraio di atti e decisioni di segno diverso tra loro, simile alla frammentazione delle sedi della questura aquilana. Alcuni uffici sono ospitati presso la Scuola sottufficiali della Finanza, altri sonoin via Strinella, altri ancora, considerato che qui c'e' stato un terremoto, sono finiti in alcuni container. E, come se non bastasse, c'e' poi il problema dei garage nei quali ospitare tutti i mezzi della polizia, le officine, la stazione di carburante per consentire agli agenti di essere rapidamente operativi". - www.ilvelino.it - (red) 29 LUG 11
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