COISP, Lega parla di armi per la Padania ma nessuno se ne accorge!
COMUNICATO STAMPA DELL' 11 OTTOBRE 2011
Canton (Lega) "minaccia": "...armi pronte per la Padania". Il Coisp: "Questa non è certo una provocazione, ma questa volta nessuno si è accorto della gravità della cosa"!
"Sono ore ormai che qualcuno ha minacciato di essere pronto ad imbracciare le armi per la Padania, ma, incredibilmente, in Italia regna un silenzio assordante. Non registriamo ancora quasi nessun commento, non una sola nota di quegli attenti indignados pronti a dare addosso a tutto ed a tutti. Vabbè, aspetteremo domani perché magari tra una cosa e l'altra i nostri politici, i nostri numerosi parlamentari, i nostri rappresentanti istituzionali non hanno ancora trovato il tempo! E certa informazione sempre attenta e pronta all'attacco, che non più di qualche settimana fa bollava il Coisp come eversivo e golpista per il suo attaccamento agli italiani? Mah... forse interverrà fra un mesetto o poco più come è stato per noi... o forse stavolta tacerà di fronte a questa vera vergogna, perché non tutti devono essere oggetto di attacchi, solo quelli sgraditi, solo quelli che tentano disperatamente di suscitare reazioni a difesa del proprio Stato, non quelli che lanciano minacce serie...".
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, reagisce duramente alle parole pronunciate da Maurilio Canton (NELLA FOTO), neo Segretario Provinciale della Lega a Varese, oggi a "24 Mattino" su Radio 24, quando ha affermato: "Per Bossi ci sono milioni di persone con le armi pronte a lottare per la Padania? Io sono uno di quelli".
"Prendiamo infatti molto sul serio le parole di Canton - ha spiegato Maccari -, e siamo certi che se qualcuno tenterà di minimizzare la gravità della cosa sostenendo che la sua è stata solo una pura provocazione, lui reagirà offesissimo, perché non ha detto altro che la verità, una verità di cui lui va orgoglioso, ma che a noi toglie il sonno. La verità, che va oltre ogni paradosso, è che nel nostro Paese ci sono esponenti politici nazionali, europarlamentari, e persino ministri della Repubblica che vogliono la secessione e che hanno giurato fedeltà a qualcosa che certamente non è l'Italia, e che sono pronti a ‘lottare' per quel qualcosa in ogni modo, compreso imbracciando le armi contro l'Italia stessa! Sembra che di questo non importi molto a nessuno... A noi uomini e donne in divisa che tributiamo ogni giorno le nostre vita al Tricolore e che tante volte abbiamo sacrificato quelle vite perché nessun altro dovesse patire la violenza e la prepotenza altrui, invece, importa davvero tanto".
"E questa - conclude Maccari - non è retorica, proprio come quella di Canton non è una provocazione".
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