Intercettazioni: è crisi, Ministero non paga dal 2003..
INTERCETTAZIONI: AZIENDE, E' CRISI, MINISTERO NON PAGA DA 2003
INTERCETTAZIONI: AZIENDE, E' CRISI, MINISTERO NON PAGA DA 2003 DEBITO 500 MLN DERIVA DA ACCUMULO PRESTAZIONI NON LIQUIDATE (ANSA) - ROMA, 13 MAG - Le societa' specializzate nelle intercettazioni telefoniche denunciano lo stato di crisi per il ritardo nel pagamento del debito di 500 milioni di lire accumulato dal ministero della Giustizia in questi anni. A denunciare le difficolta' del settore e' l'Associazione per le intercettazioni legali e l' intelligence (Ilia), che riunisce oltre 50 delle 120 aziende che forniscono i supporti tecnici e tecnologici per le indagini svolte dalla polizia giudiziaria su disposizione dalla magistratura. ''Il debito di mezzo miliardo di euro - sottolinea in una nota la segreteria dell' associazione - e' il risultato dell'accumulo di prestazioni negli anni e non pagate, alcune delle quali risalenti al 2003. Uno stato di insolvenza a cui non e' stato posto rimedio nonostante nel corso dell'ultimo anno l'Associazione abbia puntualmente comunicato al Ministero i dati reali sullo stato dell'indebitamento e abbia presentato numerose proposte per risolvere il contenzioso''. Esattamente un anno fa l'Ilia minaccio' di sospendere le attivita' per le nuove inchieste e lancio' un ultimatum di dieci giorni al ministero per ottenere il saldo del credito. Alfano assicuro' di aver ottenuto dal ministero dell' Economia il finanziamento ''per l' estinzione definitiva dei debiti pregressi''. L' associazione dice oggi che le cose non sono andate cosi' e torna a chiedere ''l'immediato intervento del Ministro della Giustizia al fine di elaborare di concerto una soluzione allo stato di crisi a salvaguardia dell'occupazione del comparto e a garanzia della continuita' nello svolgimento delle attivita' tecniche di supporto alle funzioni investigative, che rappresentano uno strumento imprescindibile per l'individuazione e la repressione dei reati''. L' Ilia precisa, infine, che ''per quanto concerne le variazioni delle modalita' di pagamento decretate nel 2006, a cui non e' per altro corrisposta una ristrutturazione dei meccanismi di fornitura dei servizi e della gestione amministrativa delle spese, la contrazione del debito inizialmente dichiarata e attualmente smentita dal ministro e' dovuta solo ad artifici contabili connessi alle modalita' di gestione dei ritardi nei pagamenti dalla contabilita' dello Stato''. (ANSA). FM 13-MAG-10 18:22 NNN
Intercettazioni/ Aziende: Ministero non paga, entriamo in crisi
Intercettazioni/ Aziende: Ministero non paga, entriamo in crisi Intercettazioni/ Aziende: Ministero non paga, entriamo in crisi Iliia, associazione imprese di settore: Stato ci deve 500 milioni Roma, 13 mag. (Apcom) - Secondo l`Associazione italiana per le intercettazioni legali e l`intelligence (Iliia), "il debito di 500 milioni di euro contratto dal ministero della Giustizia, è il risultato dell`accumulo di prestazioni nel settore intercettazioni fornite negli anni e non pagate, alcune delle quali risalenti al 2003". "Uno stato di insolvenza - accusa in una nota l'associazione degli operatori del settore - a cui non è stato posto rimedio nonostante nel corso dell`ultimo anno l`Associazione abbia puntualmente comunicato al ministero i dati reali sullo stato dell`indebitamento e abbia presentato numerose proposte per risolvere il contenzioso. L'Iliia denuncia pertanto lo stato di crisi del settore imputandola ai ritardati pagamenti della pubblica amministrazione ed invoca l`immediato intervento del ministro della Giustizia al fine di elaborare di concerto una soluzione allo stato di crisi a salvaguardia dell`occupazione del comparto e a garanzia della continuità nello svolgimento delle attività tecniche di supporto alle funzioni investigative degli Enti di Polizia giudiziaria, che rappresentano uno strumento imprescindibile per l`individuazione e la repressione dei reati". "L`associazione - si legge ancora nel comunicato - precisa inoltre che per quanto concerne le variazioni delle modalità di pagamento decretate nel 2006, a cui non è per altro corrisposta una ristrutturazione dei meccanismi di fornitura dei servizi e della gestione amministrativa delle spese, la contrazione del debito inizialmente dichiarata e attualmente smentita dal ministro è dovuta solo ad artifici contabili connessi alle modalità di gestione dei ritardi nei pagamenti dalla contabilità dello Stato". Bar 13-MAG-10 16:41 NNNN







