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Calcio: in ricordo di Raciti contro la violenza..

 

 

  

CALCIO: DA SACCHI A RIVERA, IN RICORDO RACITI CONTRO VIOLENZA

 

CALCIO: DA SACCHI A RIVERA, IN RICORDO RACITI CONTRO VIOLENZA TAVOLA ROTONDA A PESARO: VEDOVA AGENTE UCCISO, RISPETTO DELLA VITA (ANSA) - PESARO, 7 MAG - Sportivi come Gianni Rivera e Arrigo Sacchi, gionalisti come Italo Cucci, Maria Grasso, vedova di Filippo Raciti, il funzionario di polizia morto in sevizio durante i disordini del derby Catania-Palermo del 2007, il prefetto di Pesaro Alessio Giuffrida e il questore Italo D'Angelo hanno parlato di sport e vita in un convegno nella citta' marchigiana, alla presenza di scolaresche e di rappresentanze dei settori giovanili di Vis e Vuelle Scavolini. L'incontro - svolto in concomitanza con il Memorial Raciti che si sta disputando a Pesaro - si e' aperto un filmato realizzato dal 10/o Reparto mobile di Catania. Un racconto fatto dai colleghi di Raciti che ha commosso tutti i presenti. Alla tavola rotonda hanno partecipato anche Salvatore Bagni, Marco Brunelli, direttore generale della Lega Calcio, Alberto Bucci, allenatore di pallacanestro ed ex coach della Scavolini. Hanno raccontato la loro esperienza ai giovani, dopo aver ascoltato Maria Grasso. ''Ragazzi, noi abbiamo un dono meraviglioso: la vita - ha detto dal palco -. Mio marito ha sacrificato la sua per difendere quella degli altri. Ha dato tanto ed e' rimasto vittima della violenza. Quella violenza che ha lasciato orfani due ragazzi che ora condividono con me lo stesso dolore e la stessa missione: andare a parlare coi giovani e ribadire che bisogna avere rispetto prima di tutto per la propria vita''. Per Brunelli, ''la ricetta e' di punire severamente i responsabili. Il resto lo stanno facendo le societa' sportive che hanno adeguato gli stadi con i tornelli e sostengono le spese per la sicurezza grazie alla presenza degli steward e lasciando la polizia fuori dagli impianti. E i segnali sono incoraggianti''. C'e' anche un problema di cultura e di educazione: ''e' difficile trovare un rimedio quando i tifosi godono piu' di una sconfitta altrui che di una vittoria della propria squadra - ha commentato Bucci - ma bisogna capire che qui non ci sono vincenti e perdenti, ma vincitori e vinti. La violenza nasce dalla cattiva cultura, dalle immagini svilite che passano in tv. E dalla mancanza di educazione allo sport, quella che il Coni dovrebbe imporre alle scuole''. La violenza non appartiene solo ai giovani, ma a loro Rivera ha ricordato l'importanza dei valori. ''Cercate di capire dove abbiamo sbagliato noi grandi e pensate cosa potete fare voi per migliorare. I miei genitori mi hanno insegnato una cosa importantissimo: restare coi piedi per terra anche dopo essere diventato popolare''. E l'ex ct della nazionale Arrigo Sacchi: ''Poco tempo fa ho incontrato un ragazzino che voleva diventare un calciatore per essere ricco e famoso. Oggi e' diventato normale quello che normale non e'. All'estero ci guardano con disprezzo e non non ce ne accorgiamo nemmeno''. Ma dal dibattito e' emersa anche la voglia di migliorare e migliorarsi, con l'obiettivo di far tornare le famiglie negli stadi. ''Servono condanne severe - ha concluso Bagni - e bisogna togliere di mezzo quei pochissimi violenti che rovinano tutto''.(ANSA). A09-ME 07-MAG-10 19:53 NNN 

 

 

 

 

 

 

 

 

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